Mayolet: informazioni generali

informazioni generali gestite da Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - CNR
come citare questa fonte Schneider A., Ruffa P., Raimondi S., 2014. Mayolet. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Ager Foundation
informazioni botaniche
nome
Mayolet
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_135
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
306
nome ufficiale
Mayolet Rs.
sinonimi
nessun sinonimo disponibile per Mayolet
cloni omologati
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • foglia
    foglia
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
Riferimenti storici

Il ritrovamento della prima citazione nota fino ad ora del vitigno Mayolet si deve ad Enrico Tognan (citato da Vouillamoz e Moriondo, 2011), che nel quaderno di cantina di un vinificatore di Entrèves  (Aosta), trova il riferimento ad un vino a base di Mayolet prodotto nel 1787. Qualche decennio più tardi il vitigno era ampiamente coltivato nei dintorni di Aosta e rientrava nella composizione del Torrette nella versione “vin de paille” da uve appassite (Gatta, 1838). Berget (1904), nella sua trattazione sui vitigni tipici della Valle d’Aosta, oltre a fornire una descrizione di riferimento per questa cultivar (corredata da un’immagine alquanto rispondente di foglia e grappolo), sottolinea le qualità positive del Mayolet, che per la precocissima maturazione (tre settimane almeno prima del Pinot e del Petit rouge) e per la gradevolezza dei suoi vini è consigliabile ad elevate altitudini. L’autore afferma anzi che la scarsa diffusione di questo vitigno derivasse proprio dalla sua precocità, per la conseguente impossibilità da parte dei valligiani di raccogliere le uve alla giusta maturazione, piuttosto che più tardi, ormai ammuffite, insieme agli altri vitigni a bacca nera. Descrizione ampelografica più recente è quella redatta da Moriondo (1999).

La sua precocità trova tra l’altro spiegazione nell’origine genetica del Mayolet (Vouillamoz e Moriondo, 2011), in quanto semenzale del Prié blanc (la storica Agostenga), anch’essa tra le prime uve a maturare.

diffusione & variabilità

Presente esclusivamente in Valle d’Aosta, il Mayolet interessa oggi pochi ettari (meno di una decina), contro un centinaio segnalati all’inizio del secolo scorso. Oltre che discendere da un vitigno tradizionalmente coltivato in Valle d’Aosta, il Mayolet presenta legami genetici con numerosi altri vitigni tipici di questa regione, partecipando al pedigree di parecchi di essi (Vouillamoz e Moriondo, 2011), cosa che prova il suo legame storico con la valle o comunque la sua lunga permanenza in questa regione.

utilizzazione tecnologica

Il Mayolet, un tempo usato sia per dare vino in purezza che per incrementare il grado alcolico ed ammorbidire i vini in cui entrava in composizione, viene oggi vinificato assai raramente da solo per via della sua esigua presenza in coltura. Se ne ottengono dei vini freschi e piacevoli, di buona finezza, poco tannici. Malgrado il Registro lo indichi come uva a bacca rosa, l’uva di Mayolet va decisamente considerata di colore nero.

bibliografia (4)
autori anno titolo rivista citazione
Berget A. 1904 Maïolet In: Viala P., Vermorel V. Ampélographie. Tome V, Masson (Paris)
Gatta L. F. 1838 Saggio intorno alle viti ed ai vini della Valle d'Aosta Ristampa 1971. F.lli Enrico editori. Aosta.
Moriondo G. 1999 Vini e vitigni autoctoni della Valle d'Aosta Institut Agricole Régional. Aosta.
Vouillamoz J.F., Moriondo G. 2011 Origine des cépages valaisans et valdôtains. Ed. du Belvédère, Fleurier, CH
aggiornamento 25/06/2015 13:56:11 (9 anni fa)