Ruché: informazioni generali

informazioni generali gestite da Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - CNR
come citare questa fonte Raimondi S., Ruffa P., Schneider A., 2014. Ruché. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Ager Foundation, Regione Piemonte
informazioni botaniche
nome
Ruché
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_188
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
313
nome ufficiale
Ruché N.
sinonimi
sinonimi accertati (1)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
  • Moscatellina (Provincia di Alessandria)
denominazioni errate (1)
denominazioni errate indicate dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
  • Ermitage (Ottiglio (Alessandria))
cloni omologati (2)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • foglia
    foglia
  • grappolo
    grappolo
Riferimenti storici

La storia di questo vitigno dal nome curioso, tipico dell’Astigiano piemontese, non pare andare indietro nei secoli, visto che le prime citazioni risalgono ai primi decenni del 1800. Nel 1834, infatti, il celebre pomologo conte Giorgio Gallesio incontra il ‘Roché’ a Portacomaro (Asti) nel corso dei suoi viaggi di ricognizione delle varietà di frutta allora coltivate (Gallesio, 1995). Per trovare altre tracce di questo vitigno è opportuno sapere che un tempo era chiamato Moscatellina (o Moscatellino), nome con cui è stato recuperato nelle aree della provincia di Alessandria contigue a quelle dove è presente il Ruché (Schneider et al., 2003).

Un Moscatellino fu infatti osservato da Giorgio Gallesio a Valenza Po (Alessandria) nel 1831, durante un altro suo sopraluogo (l.c.), mentre per la stessa zona esiste una citazione ancora più antica anche se dubbia: Giuseppe Acerbi nel 1825 riportò tra le uve coltivate “nel Circondario di Valenza” un 'Moscatello raro' di cui però non possiamo essere certi che corrisponda alla Moscatellina o Ruché. Sembra comunque che le due denominazioni di questo vitigno fossero già all'epoca differenti tra le due zone di coltura: a occidente nell’Astigiano Ruché, ad oriente nell’Alessandrino Moscatellina. Il primo nome pare scomparire in seguito dai testi storici, mentre rimane traccia della Moscatellina-Moscatellino, forse da identificarsi con il ‘Moscatellino rosso’ descritto da Demaria e Leardi (1875) come un vitigno coltivato in discrete proporzioni nel Casalese.

Le caratteristiche ampelografiche del Ruché sono state messe in evidenza nella monografia sui vitigni piemontesi (Schneider et al., 2006) che, in mancanza di altre complete descrizioni anteriori, va considerata come quella di riferimento ed è pertanto riportata sul sito del Registro Nazionale (http://catalogoviti.politicheagricole.it/catalogo.php).

diffusione & variabilità

La superficie impiantata con Ruché è di 100 ha (ISTAT, 2010), tutti concentrati in Piemonte e quasi tutti compresi nella DOCG Ruché di Castagnole Monferrato. A questi si aggiungono minuscoli appezzamenti di Moscatellina, lo storico sinonimo. Un tempo il vino di quest’ultima veniva anche chiamato Romitagi (da Ermitage), anche se i legami con la valle del Rodano non paiono esistere.

utilizzazione tecnologica

Il Ruché è un vitigno di moderato vigore e buona produttività (se pure alternante da un anno all’altro). L’uva si caratterizza per un grado zuccherino medio-elevato, una buona acidità, un contenuto medio di antociani (con predominanza della malvina) e una dotazione terpenica presente anche, se non cospicua, dovuta soprattutto a geraniolo e nerolo come altri rossi aromatici piemontesi (Mannini et al., 2012).

Dal Ruchè si ottiene un vino alquanto particolare, caratterizzato da elevata alcolicità, da un colore rosso rubino brillante, da un profumo intenso caratterizzato da note fiorali (di rosa) e speziate, che fa da interessante contrasto al sapore secco e asciutto privo di tannicità, ma di lunga persistenza. Può anche servire a produrre un vino dolce o abboccato, piacevolmente aromatico (con note di rosa e di piccoli frutti).

bibliografia (7)
autori anno titolo rivista citazione
Acerbi G. 1825 Delle viti italiane, ossia materiali per servire alla classificazione, monografia e sinonimia, preceduti dal tentativo di una classificazione delle viti. Ed. G. Silvestri - Milano
Demaria P.P., Leardi C. 1875 Ampelografia della provincia di Alessandria Ed. Negro, Torino.
Gallesio G. 1995 I giornali dei viaggi A cura di E. Baldini. Accademia dei Georgofili, Firenze.
ISTAT 2010 Censimento generale dell'Agricoltura -
Mannini F., Mollo A., Santini D., Schneider A., Raimondi S., Ruffa P., Bonifacino G., Marchese E., Paravidino E., Tragni R. 2012 I principali vitigni aromatici del Piemonte a bacca colorata Regione Piemonte (Torino).
Schneider A., Carra A., Boccacci P., Akkak A., Botta R. 2003 Indagini ampelografiche e analisi con marcatori molecolari per la verifica di sinonimie tra vitigni minori. Vignevini: Rivista italiana di Viticoltura e di Enologia 30: 104-111.
Schneider A., Mannini F., Raimondi S. 2006 Vitigni del Piemonte Ed. Regione Piemonte
aggiornamento 19/05/2020 17:32:48 (4 anni fa)