Vernaccia di S.Gimignano: informazioni generali

informazioni generali gestite da Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) - Università di Pisa
come citare questa fonte Scalabrelli G., D’Onofrio C., 2015. Vernaccia di S.Gimignano. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Fondazione AGER (AGER Fundation)
informazioni botaniche
nome
Vernaccia di S.Gimignano
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_5
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
261
nome ufficiale
VERNACCIA DI S. GIMIGNANO B.
sinonimi
sinonimi accertati (2)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
cloni omologati (11)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • germoglio pagina superiore
    germoglio pagina superiore
  • germoglio pagina inferiore
    germoglio pagina inferiore
  • gemma
    gemma
  • foglia
    foglia
  • foglia pagina superiore
    foglia pagina superiore
  • foglia pagina inferiore
    foglia pagina inferiore
  • seno peziolare
    seno peziolare
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
  • vinacciolo
    vinacciolo
Riferimenti storici

Le prime notizie su questo vitigno sono state reperite negli archivi comunali di San Gimignano e risalgono al 1276, quando si commerciava il vino omonimo e lo si offriva in dono alla Curia, alla Casa Medicea ed ad altri principi italiani e stranieri. La “Vernaccia” venne lodata dal Bottigliere del Papa Paolo III, Sante Lancerio e celebrata nei versi di Buonarroti il Giovane e del Redi.
Il Micheli (1679) descrive come segue la “Vernaccia di S. Gimignano”: il grappolo è da una libbra e mezzo, fornito di granelli ridotti l'uno con l'altro, di figura e grandezza simile a quelle della “Zuccaia”; il colore è bianco flavo, il sapore è dolce. Molon (1906) cita una “Vernaccia in Toscana” che sarebbe un sinonimo della “Verdea d'Arcetri”.
Un’accurata descrizione di questo vitigno fu fatta dal Fregola nel 1932, successivamente De Astis (1937), descrive le caratteristiche della Vernaccia di San Gimignano affermando che “recenti indagini tendono a dimostrare la netta distinzione di questo vitigno dalle altre Vernacce italiane, bianche e nere, e quindi anche da quella classica di Sardegna”.
La completa descrizione ampelografica delle Vernacce, inclusa quella di San Gimignano, si trova nel lavoro di Bruni et al. (1962).
Con il termine Vernaccia si definisce un numeroso gruppo di varietà tra loro anche molto diverse dal punto di vista ampelografico che hanno in comune la caratteristica di dare origine ad un vino dalle doti organolettiche simili. Come nel caso delle Malvasie, il vino potrebbe aver dato il nome al vitigno.
L’etimologia del nome non è univoca in quanto esso può derivare da “vernaculus”, termine tardo latino con il quale si definiva tutto ciò che proveniva da un specifico luogo, non importato, autoctono, o da “Vernazza” (Gallesio, 1839), località delle Cinque Terre, nella Liguria orientale, famosa per il suo vino bianco, oggetto di grande commercio da parte della Repubblica marinara di Genova. A tale proposito, recentemente è stato identificata la sinonimia della “Vernaccia di San Gimignano” con il “Piccabón” identificato a Monterosso nelle Cinque Terre (Torello-Marinoni et al., 2009).
Altra ipotesi è che derivi da “Garnacha bianca”, vino bianco pregiato importato per i nobili (Rebora com. personali). Secondo le notizie esistenti nell'archivio comunale di S. Gimignano risulta che nel 1280 un certo Perone Peroni importò dalla Grecia dei maglioli che furono piantati nell’azienda Pietrafitta, da cui è stata prodotta per un lungo periodo una rinomata Vernaccia. È ipotizzabile che siano esistite due varietà distinte, di cui una toscana e l’altra greca (Scalabrelli, 1991).

diffusione & variabilità

Diffusione

Attualmente è coltivato soprattutto nella provincia di Siena, solo in epoca recente la ‘Vernaccia di San Gimignano’ è stata riscoperta ed apprezzata, grazie ad un progetto di valorizzazione tecnologica, e alla selezione clonale.
Entra nel disciplinare delle DOC “Colli Etruria centrale”, “San Gimignano” tipologia Vin Santo e soprattutto nella omonima DOCG “Vernaccia di San Gimignano”. In alcuni casi è stata localmente confusa con il Canaiolo bianco.
La superficie investita in Toscana è aumentata a partire dagli anni settanta fino ad oggi, a testimonianza dell’efficace opera di recupero e di valorizzazione della sua immagine: infatti è l'unico vino bianco toscano che ha ottenuto il riconoscimento della DOCG.

 

 

Toscana

DOC/DOCG

Altri vini

Totale

 

Italia

Sup (ha)

1982

513

82

595

 

1970

315

1990

 

 

762

 

1982

843

2000

727

15

742

 

1990

 

2008

 

 

807

 

2000

784

 

 

 

 

 

2010

828

 

Caratteristiche agronomiche

L’epoca di germogliamento è intermedia tra Sangiovese e Trebbiano, mentre la maturazione è medio-tardiva. È dotato di buona vigoria, predilige potatura medio-lunga con forme di allevamento di media espansione come il Guyot modificato, o il capovolto alla toscana, fornendo una abbondante produzione. Con l’esigenza di abbassare le rese produttive per ettaro sono stati introdotti sistemi di potatura a speroni (non troppo corti) che consentono di ottenere grappoli più piccoli e in minor numero, grazie alla minore fertilità delle gemme basali, senza bisogno di effettuare onerosi interventi di diradamento dei grappoli.
Presenta una buona tolleranza alle principali malattie parassitarie e buona affinità con i più comuni portinnesti. Si adatta bene a terreni argilloso-calcarei e siliceo–tufacei con abbondante scheletro. La produzione è costante ed abbondante.

 

utilizzazione tecnologica

Il vino che se ne ottiene è di colore paglierino chiaro, limpido, abbastanza alcolico, asciutto, delicatamente profumato, in cui si evidenziano note floreali, fruttate e leggermente vegetali. Ha buon corpo e acidità equilibrata ed è suscettibile di affinamento, assumendo maggiore complessità aromatica. Indicato anche come vino da pesce. In passato era utilizzato anche in uvaggio con il “Trebbiano toscano”, mentre la destinazione principale è la vinificazione in purezza per la produzione dell’omonimo vino DOCG (oggi DOP) “Vernaccia di S. Gimignano”.
Il vitigno è utilizzato per la produzione di vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle Regioni Lazio, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria, inoltre entra nei disciplinari dei vini bianchi della provincia di Siena, “Colli dell’Etruria centrale”, “San Gimignano” e anche nella tipologia Vin Santo.
Anticamente la “Vernaccia di San Gimignano” veniva prodotta anche nella versione dolce (vino abbocato, ovvero da bocca).

 

bibliografia (7)
autori anno titolo rivista citazione
Bruni B., Breviglieri N., Casini E. 1962 Vernaccia di S. Gimignano Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste - Principali vitigni da vino coltivati in Italia - Volume II
De Astis, G. 1937 Rassegna e revisione dei vitigni coltivati in Toscana. Progresso Vinicolo di Firenze, XV. Firenze
Gallesio G. 1839 Pomona italiana, ossia trattato degli alberi fruttiferi. Capurro N., Pisa, 1817-1839
Micheli P. A. 1679 Manoscritti 1679-1737 - Enumeratio quarundam plantarum sibi per Italiam et Germaniam observatorum in acta Turnefortii metodum dispositarum. Tom. VIII, M.S., s.d., (b). (Inv. Istituto di Botanica 2646).
Molon G. 1906 Ampelografia. vol. II - Hoepli, Milano.
Scalabrelli G. 1991 Descrizione e riconoscimento di alcuni vitigni autoctoni coltivati in Toscana. Atti Seminario OIV, San Michele All’Adige(TN):1-21
Torello Marinoni D. , Raimondi S. , Ruffa P. , Lacombe T. , Schneider A. 2009 Identification of grape cultivars from Liguria (north-western Italy) Vitis Vitis 48 (4), 175–183 (2009)
aggiornamento 19/07/2015 18:35:09 (9 anni fa)