Gouais blanc: informazioni generali

informazioni generali gestite da Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - CNR
come citare questa fonte Schneider A., Ruffa P., Raimondi S., 2014. Gouais blanc. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Ager Foundation, Regione Piemonte
informazioni botaniche
nome
Gouais blanc
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
codice
IVD-var_97
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
no
sinonimi
sinonimi accertati (5)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
  • Blancio (Val Maira (Cuneo))
  • Liseiret (Alta valle Bormida (Cuneo))
  • Lisöra (Bobbiese (Piacenza))
  • Weisser Heunisch (Germania e Austria)
  • Preveiral (Pinerolese (Torino))
cloni omologati
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • foglia
    foglia
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
Riferimenti storici

Il Liseiret non è che una delle versioni italiane del Gouais blanc, vitigno tra i più famosi quanto oggi tra i più trascurati. La fama, com’è noto, deriva dall’esser genitore, insieme al Pinot, di un nutrito gruppo di vitigni importanti, tra cui Chardonnay e Gamay (Bowers et al., 1999). Ma non basta, il Gouais ha dato origine, o è legato geneticamente, ad una schiera di cultivar davvero impressionante, sia in Francia che in altri paesi europei (Lacombe et al., 2013), tanto da esser stato a ragione definito un vitigno chiave del patrimonio genetico europeo (Boursiquot et al., 2004). I riferimenti storici al Gouais blanc sono remoti, risalenti in Francia alla fine del 1200 quando viene citato un “Goet” (Berget,1903), come pure remota e assai ampia era la sua diffusione nei vigneti europei climaticamente difficili, perché questa cultivar, fertile e rusticissima, è in grado di offrire un prodotto abbondante, quanto il più delle volte mediocre, anche nelle annate e negli ambienti meno favorevoli.

Quanto alla sua presenza in Piemonte, il Liseiret, uno dei sinonimi ormai assai sporadico in Alta Val Bormida, fu segnalato con il nome Oserietto o Useriello (Di Rovasenda, 1879); nello stesso testo troviamo anche una generica Uva bianca dominante nel comune di Stroppo (Val Maira), da identificarsi con il locale  Blancho (Bianco) che, ritrovato tra i vitigni minori e rari locali, è stato identificato come Gouais. Inoltre numerosi campioni di un Perveiral bianco, con descrizione pienamente rispondente, pervennero all’Esposizione ampelografica di Pinerolo (Provana di Collegno, 1883).

diffusione & variabilità

Se durante il medioevo era forse il vitigno più diffuso in una zona vasta che va dalla penisola iberica alla balcanica, oggi del Gouais non rimangono tracce che nella sua discendenza genetica e in qualche raro ceppo o appezzamento relegato soprattutto alle zone fresche del Centro Europa o alle altitudini elevate (Svizzera e Austria). In Italia, quando non costituisce qualche piccolo vigneto sperimentale per valutarne una sua riproposta in coltura, è ormai rappresentato da pochi ceppi disseminati nei vecchi vigneti delle zone montane, a testimonianza anche da noi di una presenza assai più ampia nel passato e soprattutto negli ambienti meno favorevoli alla vite. Oltre ai citati sinonimi piemontesi Liseiret, Preveiral e Blancho, lo abbiamo riconosciuto nella Lisora recuperata nel Bobbiese (Piacenza) e descritta da Fregoni e collaboratori (2002), nel Teilly valdostano (Reinotti et al., 2010) e osservato anche in Valtellina.

Il Gouais, dunque, era anche in Italia il vitigno che più pareva adattarsi agli ambienti ostili montani e lì dare un prodotto alcolico, anche se di modesta qualità, per il consumo famigliare, talora ingentilito dall’aggiunta al vino di erbe aromatiche, come la Salvia sclarea (Mondino, comunicazione personale).

Da noi il Gouais ha dato origine al vitigno forse più tipico della fascia alpina centro-occidentale, la Schiava (o Schiava lombarda), diversa dalla più nota Schiava grossa trentina e centro-europea.

Quanto alle varianti somatiche, è stato segnalato un mutante a frutto rosa, in cui la pigmentazione compare prima dell’invaiatura (Boursiquot et al., 2004).

utilizzazione tecnologica

I giudizi sul livello qualitativo dei vini ottenuti dal Gouais blanc sono sempre stati negativi fin dal passato. Del resto anche l’origine etimologica del nome da “gou” indicherebbe secondo alcuni una bassa qualità o mediocrità; lo stesso significato avrebbe il sinonimo tedesco Heunisch mentre un’altra frequente variante del nome, Bouillaud sarebbe legato all’uso di ottenerne un distillato, utile in un’economia povera. Esperienze di vinificazione in purezza condotte in Piemonte hanno dato generalmente un vino di mediocre qualità, caratterizzato da una pronunciata acidità fissa. Solo in annate particolarmente calde o con carichi produttivi modesti, e dunque con uve ben mature, il vino denota una certa finezza e tipicità, con note di mela verde e agrumi. La sperimentazione si è spostata più recentemente sulla spumantizzazione.

bibliografia (8)
autori anno titolo rivista citazione
Berget A. 1903 Gouais. In: Viala P., Vermorel V. Ampélographie, Tome IV, 94-106. Ed. Masson, Paris.
Boursiquot J.-M., Lacombe T., Bowers J., Meredith C. 2004 Le Gouais, un cépage clé du patrimoine viticole européen. Bull. OIV, 875-875: 6-19.
Bowers J., Boursiquot J.-M., This P., Chu K., Johansson H., Meredith C. 1999 Historical genetics: the parentage of Chardonnay, Gamay, and other wine grapes of Northeastern France. Science, 285: 1562-1565.
Di Rovasenda G. 1879 Elenco e qualità dei vitigni coltivati nella provincia di Cuneo. In: Bullettino ampelografico XI. Tipografia Eredi Botta (Roma): 311-353.
Fregoni M., Zamboni M., Colla R. 2002 Caratterizzazione ampelografica dei vitigni autoctoni piacentini. Università Cattolica S. C., Piacenza.
Lacombe L., Boursiquot J.M., Laucou V., Di Vecchi-Staraz M., Péros J.P., This P. 2013 Large-scale parentage analysis in an extended set of grapevine cultivars (Vitis vinifera L.) TAG Theoretical and Applied Genetics 126 (2): 401-414
Provana di Collegno L. 1883 Relazione sulla Esposizione ampelografica di Pinerolo. In: Bollettino ampelografico, fascicolo XVI. Tip. D. Ripamonti (Roma).
Reinotti M., Grando S., Schneider A., Zecca O. 2010 Germplasm conservation of traditional grape varieties in Aosta Valley. Proceedings Third Intern. Congress on Mountain Viticulture, Castiglione di Sicila (CT, Italy), 12/14 May 2010
aggiornamento 19/05/2020 17:29:27 (4 anni fa)