Ancellotta: informazioni generali

informazioni generali gestite da Dipartimento di Scienze della Vita - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
come citare questa fonte Antonelli A., Bignami C., Imazio S., Masino F., Matrella V., Montevecchi G., Sgarbi E., Vasile Simone G., 2015. Ancellotta. In Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
informazioni botaniche
nome
Ancellotta
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
Neutre
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_197
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
12
nome ufficiale
Ancellotta N.
sinonimi
sinonimi ufficiali (1)
sinonimi riportati nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite
sinonimi accertati (1)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
cloni omologati (4)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • germoglio pagina superiore
    germoglio pagina superiore
  • germoglio pagina inferiore
    germoglio pagina inferiore
  • gemma
    gemma
  • foglia
    foglia
  • foglia pagina superiore
    foglia pagina superiore
  • foglia pagina inferiore
    foglia pagina inferiore
  • seno peziolare
    seno peziolare
  • fiore
    fiore
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
  • vinacciolo
    vinacciolo
Riferimenti storici

Notizie storiche

Le origini del vitigno sono poco conosciute.E’ probabilmente originario della provincia di Reggio Emilia. 

Il nome sembra derivi più che dalla morfologia della foglia (riscontrabile peraltro in molte varietà), dalla famiglia modenese Lancellotti o Lancillotto che nel XIV-XV secolo ne diffuse la coltivazione (Dalmasso, 1937).

Nel 1811 Dalla Fossa inserisce la Lancelotta nel lungo elenco di varietà da preferire nella pianura. Nel 1840 la Lanzelòtta è uno dei 110 vitigni reggiani elencati nel manoscritto di Vincenzo Bertozzi, che la inserisce nella categoria delle 'Viti di uve di colore coltivate nei campi. Uve scelte per i migliori vini di commercio'.Casali (1915) riporta i nomi dialettali reggiani "Ova lanzalòta", "Ova anzalota" e "Ova inzalòta" e i nomi italiani Lanzalotta, Lancellotta, e ne distingue una tipologia a bacca grossa (Lanzalotta grossa).

diffusione & variabilità

 Il vitigno è presente soprattutto in provincia di Reggio Emilia,  e più limitatamente nelle altre provincie emiliane. E’ storicamente coltivato nel territorio reggiano fin dal 1811 e soprattutto nel comune di Reggio Emilia (Sesso, Mancasale, Massenzatico, Gavassa, Pratofontana). Per questo motivo è anche chiamata “Ancellotta di Massenzatico”. Nel 1922 se ne producevano circa 175.000 t. Successivamente si è poi diffuso in tutto il territorio provinciale. Attualmente è il primo vitigno per superficie,  con 3.300 ha, che rappresentano il 44% della superficie a vigneto nella provincia di Reggio Emilia.

Nel Modenese la superficie ad Ancellotta rappresenta il 6% della superficie a vigneto.

Dopo la prima guerra mondiale è stato diffuso anche nel basso Trentino, lungo la Val d’Adige, con buoni risultati nella zona compresa tra Mori e Avio, in piccole aree di Friuli, Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia e Sardegna.

 E’ stata ammessa al registro nazionale delle varietà di vite il 25/05/1970 (Gazzetta ufficiale: G.U. 149 del 17/06/1970).

 

I terreni più adatti sono quelli di medio impasto tendente all’argilloso. Bene si adatta a terreni alluvionali leggeri. Produzione costante e abbondante. Sistemi di allevamento più idonei: Casarza, Sylvoz e GDC con potatura corta o mista che ben assecondano il suo vigore elevato.

Ha media sensibilità alla peronospora e alla botrite, maggiore all’oidio. E' mediamente sensibile al disseccamento del rachide. In annate sfavorevoli può andare soggetta a colatura e ad acinellatura. Sensibile agli attacchi di cicalina. Media sensibilità alle gelate primaverili, buona resistenza a vento e siccità.

 

 

utilizzazione tecnologica

L’uva di Ancellotta produce vini caratterizzati da valori zuccherini medio elevati, dal colore intenso, dal profumo fruttato e da un’acidità poco elevata. Il vitigno rientra in molte tipologie dei vini D.O.C. “Reggiano” e “Colli di Scandiano e Canossa”, "Lambrusco salamino di Santa Croce", "Modena o di Modena",  in quanto dona loro rotondità. In particolare, i disciplinari indicano una presenza prevalente nel “Reggiano” Rosso (dal 30 al 60%) e come componente minore nelle altre due tipologie di “Reggiano” (“Reggiano" Lambrusco salamino e “Reggiano” Lambrusco), nelle tipologie di D.O.C. “Colli di Scandiano e Canossa”: Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Montericco rosso, Lambrusco Montericco rosso rosato, Cabernet Sauvigno, nelle specificazioni Lambrusco, Rosso, Rosato del D.O.C "Modena . o di Modena" e nel "Lambrusco salamino di Santa Croce".

Nel vino IGT “Emilia” o “dell’Emilia” Ancellotta o Lancellotta il disciplinare ne richiede la presenza nella misura minima del’85%.

Questa varietà viene anche commercializzata sotto forma di mosto muto, “rossissimo” e filtrato dolce. Questi prodotti sono caratterizzati da un’altissima concentrazione colorante e sono venduti come prodotto sfuso per il taglio di vini.

aggiornamento 21/06/2016 15:48:19 (8 anni fa)