Uva di Troia: informazioni generali

informazioni generali gestite da Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell'Ambiente (SAFE) - Università degli Studi di Foggia
come citare questa fonte de Palma L., Tarricone L., De Michele M., Suriano S., Savino M., Sacco L., Tomaiuolo A., Limosani P., 2015. Uva di Troia. In: Italian Vitis Database, http://it.grapedb.org ISSN 2282-006X.
ringraziamenti Gli autori ringraziano l'AZ. Torrevento (Corato, BA) per il supporto allo studio delle caratteristiche del vitigno e delle sue accessioni.
informazioni botaniche
nome
Uva di Troia
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
Neutre
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_496
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
247
nome ufficiale
Uva di Troia
sinonimi
sinonimi ufficiali (3)
sinonimi riportati nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite
  • Nero di Troia
  • Sumarello
  • Sommarrello
cloni omologati (5)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • foglia
    foglia
  • grappolo
    grappolo
Riferimenti storici

L’Uva di Troia o Vitigno di Canosa (presente nell’area di Barletta, Corato, Andria e Trani) è il primo dei vitigni a bacca nera descritto da Frojo (1875) nella sua “Relazione sugli studi Ampelografici eseguiti nelle Puglie” pubblicata, nel 1986, nel I fascicolo del Bollettino Ampelografico edito dal Ministero d’Agricoltura, Industria e Commercio.

Il "Vitigno di Canosa", come sinonimo di Uva di Troia, è presente anche nell'elenco generale dei vitign della Amelografia Universale del di Rovasenda (1877) che cita, come fonti, sia il Bollettino Ampelografico di cui sopra, sia il giornale La Vite e il Vino (16, Milano).

Secondo Costacurta e Germinario (2010) è verosimile che il sinonimo Uva di Troia sia stato introdotto da Frojo per ricordare il legame tra l’area di Canosa e quella dell’antica Canosium, comprendente parte dei territori delle attuali province di Bari e Foggia (noti anche come Campi Diomedei) e colonizzata, secondo la leggenda, dal mitico eroe della guerra di Troia Diomede. Il genotipo potrebbe essere giunto dall’Asia Minore o anche essere stato già coltivato nell’area ad opera delle preesistenti popolazioni locali (Dauni e Peuceti).

Negli scavi dell’antica città di Arpi, nell’area foggiana dei Campi Diomedei, sono state ritrovate monete raffiguranti, tra altri simboli, un grappolo d’uva.

In Capitanata, ove in terreni fertili l'Uva di Troia risulta molto produttiva, il vitigno veniva in passato indicato  con il nome di Somarello, come ricordato anche da Costacurta e Germinario (2010). 

diffusione & variabilità

Il vitigno è coltivato in Puglia su circa 2.500 ha ed è tra i vitigni "autoctoni" più coltivati nella regione (dopo Primitivo e Negroamaro).

E' da considerarsi il gentotipo identitario della Puglia centro-settentiomale per le varietà ad uva da vino a bacca nera ed particolarmente diffuso nell'area dell'Alta Murgia

Il 58% della superficie coltivata è destinata a produzioni a DOC. 

 

 

bibliografia (1)
autori anno titolo rivista citazione
Costacurta A., Germinario A., 2010 I vitigni storici pugliesi e le DOC collegate. AA.VV. Storia regionale della vite e del vino in Italia. Le Puglie (a cura di A. Calò e L. Bertoldi Lenoci. Edizioni Pugliesi, Martina Franca (TA)
aggiornamento 15/05/2020 01:41:33 (4 anni fa)