Forcella: general information

general information managed by Dipartimento di Scienze della Vita - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
How to cite this source Bignami C., Imazio S., Matrella V., Vasile Simone G., Sgarbi E., 2015. Forcella. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
acknowledgments Fondazione Ager
botanical information
name
Forcella
type of origin
spontanea
specie
Vitis vinifera
variety group
Neutre
genera
Vitis
subspecie
sativa
variety for
wine
trueness to type
code
IVD-var_331
registration
Registered in the National Catalogue
no
synonyms
no synonym available for Forcella
released clones
images
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Historical references

Forcella è una varietà coltivata nel territorio bolognese almeno dal XIX secolo. Acerbi (1825) la inserisce infatti nell'elenco delle "viti de' contorni di Bologna". La Forcella è ritenuta varietà diversa dall'Albana della Forcella, biotipo di Albana contraddistinto dalla punta bifida del grappolo, che potrebbe essere dovuta alla presenza di virosi (Fontana e Filippetti, 2006). Nell’elenco dell’Acerbi, con la Forcella è riportata anche, distintamente, la varietà Albana.

Aggazzotti (1867) descrive la varietà Forcelluta, o Forcella bianca, uva sia mangereccia che da vino, che sembra corrispondere alla accessione di Forcella “Vite di Imola” per i caratteri della foglia (“fogliame profondamente frastagliato e dentato), ma la descrizione del grappolo, con parte terminale che si biforca a forcella, si attaglia maggiormente all’Albana della Forcella.

 

L’accessione a cui fanno riferimento le immagini e le caratteristiche ampelografiche è la “Vite di Imola”, un ceppo più che centenario, identificato come appartenente alla varietà Forcella da Angelo Manaresi nel 1930  (Fontana e Filippetti, 2006). La pianta si trova  nel chiostro dell’ex convento degli Olivetani, attiguo alla chiesa di Santa Maria in Regola, un complesso religioso con una lunga storia e una grande valenza artistica situato nel centro di Imola.

Definire l’esatta età della pianta è molto difficile, ma localmente si ritiene che il suo impianto possa risalire alla meta del ‘700 (don Pasini, comunicazione personale) e si leghi, in successione, alla realizzazione del chiostro, effettuato dal 1631.

La vite, posta a metà di uno dei lati del chiostro, copre quasi l’intera superficie del cortile interno.

Recuperata nel 1992 da uno stato di semiabbandono, è stata propagata per propaggine, ricavando una pianta in prossimità della pianta madre. Nel 2014, a causa di attacco del mal dell’esca,  si è resa necessaria una drastica potatura della vite centenaria, che presenta ora una minore estensione dei tralci.

Per le sue dimensioni è stata inserita tra i patriarchi da frutto censiti in Emilia Romagna (Guidi et al., 2009). La circonferenza del ceppo,che presenta un’ampia cavità, è di 96 cm a 20 cm da terra (Bignami et al, 2010).

bibliographies (5)
authors year title journal citation
Acerbi G. 1825 Delle viti italiane o sia, Materiali per servire alle classificazione, monografia e sinonimia, preceduti dal tentativo di una classificazione geoponica delle viti Giovanni Silvestri. Milano
Aggazzotti F. 1867 Catalogo descrittivo delle principali varietà di uve coltivate presso il csa. Avv. Francesco Aggazzotti del Colombaro. Tipografia di Carlo Vincenzi, Modena.
Bignami C., Sgarbi E., Pellini A. 2010 Old Grapevines in Historical City Centres and Suburbs of Emilia Romagna: Inventory and Preliminary Characterization of a CulturalHeritage Acta Horticulturae 881: 377-380
Fontana M., Filippetti I. 2006 Le vigne dei padri. Il Divulgatore, 2-3: 46-60.
Guidi S., Gulminelli A., Battaglia D.P. 2009 I patriarchi da frutto dell’Emilia Romagna. Regione Emilia Romagna. I libri di Agricoltura n.4. 179 pp
updated at 2020-05-06 22:58:55 (1 year ago)