Durà bianco: informazioni generali

informazioni generali gestite da Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - CNR
come citare questa fonte Raimondi S., Ruffa P., Schneider A., 2019. Durà bianco. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Regione Piemonte
informazioni botaniche
nome
Durà bianco
tipo di origine
spontanea
specie
non disponibile
gruppo di varietà
Neutre
genere
non disponibile
sottospecie
non disponibile
vitigno da
vino, tavola
codice
IVD-var_464
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
no
sinonimi
nessun sinonimo disponibile per Durà bianco
cloni omologati
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • foglia
    foglia
  • grappolo
    grappolo
Riferimenti storici

La varietà qui descritta è stata ritrovata in diverse accessioni nel Piemonte sud-orientale, talora senza che ne fosse ricordato il nome tradizionale e in un caso con l’appellativo di Uva rugra (Uva rovere). La morfologia del vitigno, tuttavia, non corrisponde a quella della Rovere descritta da Demaria e Leardi (1875) per quell’area, mentre corrisponde al Durà bianco degli stessi autori, pertanto è stato scelto quest’ultimo come nome per la varietà. E’ probabile, in fondo, che entrambe queste denominazioni fossero utilizzate in modo non univoco per uve di simile impiego, in questo caso la conservazione per il consumo diretto nel periodo invernale.

Al di là della descrizione fatta dai suddetti autori, non esistono altre descrizioni note di questa varietà.

diffusione & variabilità

Il Durà bianco storico era indicato come vitigno tipico della Frascheta (la pianura posta tra le città di Alessandria, Novi ligure e Tortona) e in effetti le poche accessioni osservate sono state individuate sulle prime colline prospicienti quest’area (nella quale la viticoltura è ormai pressoché scomparsa). Non risulta che fosse coltivato in altre aree, ma un’accessione è stata recentemente osservata anche nella media valle del torrente Curone (AL), in realtà non molto distante dalla zona tradizionale di coltura.

utilizzazione tecnologica

Secondo Demaria e Leardi (1875) quest’uva era destinata principalmente alla conservazione per farne consumo diretto durante la stagione invernale. Sia allora, sia oggi, non è noto se possa essere destinata utilmente alla vinificazione.

bibliografia (1)
autori anno titolo rivista citazione
Demaria P.P., Leardi C. 1875 Ampelografia della provincia di Alessandria Ed. Negro, Torino.
aggiornamento 02/03/2020 19:05:10 (4 anni fa)