Colorino: informazioni generali

informazioni generali gestite da Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) - Università di Pisa
come citare questa fonte Scalabrelli G., D'Onofrio C., 2013. Colorino. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
ringraziamenti Fondazione AGER (AGER Fundation)
informazioni botaniche
nome
Colorino
tipo di origine
spontanea
specie
Vitis vinifera
gruppo di varietà
non disponibile
genere
Vitis
sottospecie
sativa
vitigno da
vino
codice
IVD-var_11
registrazione
iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Viti
si
codice
67
nome ufficiale
COLORINO N.
sinonimi
sinonimi accertati (1)
sinonimi accertati dall'Istituzione che compare con eventuale supporto bibliografico
  • Abrusco
cloni omologati (7)
immagini
  • germoglio
    germoglio
  • germoglio pagina superiore
    germoglio pagina superiore
  • germoglio pagina inferiore
    germoglio pagina inferiore
  • gemma
    gemma
  • foglia
    foglia
  • foglia pagina superiore
    foglia pagina superiore
  • foglia pagina inferiore
    foglia pagina inferiore
  • seno peziolare
    seno peziolare
  • grappolo
    grappolo
  • acino
    acino
  • vinacciolo
    vinacciolo
Riferimenti storici

Viene considerato da De Astis (1937) originario della toscana, probabilmente a seguito del processo di domesticazione, anche se mancano sicure conferme scientifiche. Breviglieri e Casini (1964) ne hanno dato una dettagliata descrizione sostenendo che intorno a questo vitigno si è fatta un po’ di confusione, dovuta forse al fatto che da un paio di secoli, cioè da quando il Trinci (1726) illustrò i vitigni coltivati in Toscana, si è compreso fra le varietà del Canaiolo un “Canaiolo Colore” che deve essere altra cosa.
Il Gallesio, descrive il «Colorino» in maniera diversa dalla “Canaiola”, dicendo che il primo ha grappoli ed acini piccoli, nonché spargoli, a buccia nera, molto ricca di materia colorante, «sicchè viene usata per dare colore al vino». Anche Di Rovasenda parla di un «Colorino» (diverso dal «Colore») con acini minuti. Nella monografia sulla “Viticoltura del Fiorentino” il Fonseca parla di un vitigno «Colore» (sin. «Colorino», “Uva Colore”, “Colore Canaiolo», “Canino”) che non corrisponde al “Colorino del Valdarno” descritto da Breviglieri e Casini (1964), i quali riferiscono che in Toscana oltre a questo vitigno che ha foglie e tralci colorati in rosso, si coltiva un secondo tipo che ha germogli non rossastri e l'uva un po' meno colorata.
Il nome di questo vitigno che è seguito dal suffisso della probabile zona di origine o di maggiore diffusione è legato al fatto che ha una buccia molto ricca di colore. Per questo motivo è accaduto che sono stati denominati Colorino (Colorino di Pisa, Colorino Americano, Colorino di Lucca, Colorino del Valdarno) anche altri vitigni che avevano in comune la ricchezza antocianina ma erano morfologicamente e geneticamente diversi, come evidenziato da Pisani et al., (1997). I vitigni Abrostine e Abrusco, iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Vite presentano caratteristiche abbastanza simili al Colorino, e recenti indagini hanno evidenziato che il profilo molecolare  di alcuni cloni di Colorino è identico a quello dell’Abrusco (Ducci et al., 2012).

diffusione & variabilità

Diffusione

In passato è stato coltivato maggiormente in Valdarno, in Val d'Elsa ed in Val di Pesa, ed in genere nelle province di Arezzo, Firenze, Siena, Pistoia, trovando impiego soprattutto nella pratica del governo del Chianti e come integratore di colore dei vini rossi. Viene coltivato se pur sporadicamente in altre regioni come Umbria, Marche, Lazio e Liguria. La superficie investita a questo vitigno si è notevolmente contratta dagli anni 70 dello scorso secolo ad oggi, tuttavia si nota una inadeguatezza statistica, in quanto in Toscana i dati Artea, molto vicini alla situazione reale, registrano oltre 346 ha nel 2008, mentre la statistica nazionale del 2010 ne riporta solo 18 ha.

 

Toscana

DOC/DOCG (ha)

Altri vini (ha)

Totale

(ha)

1982

383

176

559

1990

 

 

279

2000

343

91

434

2008

 

 

346

 

 

Caratteristiche agronomiche

 

Germoglia piuttosto precocemente, matura contemporaneamente o poco dopo il Sangiovese; manifesta una limitata vigoria, una fertilità della gemme basali piuttosto bassa e media produttività. Presenta una media tolleranza alle fitopatie ad eccezione dell’oidio al quale è molto sensibile.
Secondo De Astis (1937) il vitigno ha buona affinità con gli ibridi europeo-americani e con gli ibridi americo-americani quali Riparia x Rupestris e Berlandieri x Riparia; mentre è poco affine con le Rupestris, particolarmente con la Du Lot.

utilizzazione tecnologica

Questo vitigno, è stato utilizzato in alcune province toscane (Firenze, Siena, Arezzo, Pistoia) per il “governo” del vino, soprattutto del Chianti, o in uvaggio per apportare ricchezza in materia colorante al vino. Si sostiene, infine, che imprima al vino un odore caratteristico, mentre il suo ruolo sulla longevità dei vini e del loro colore non è sempre stato unanimemente condiviso, in quanto dipendente dal clone e dalla tecnologia utilizzata. In ogni caso, appare interessante il suo utilizzo per la produzione di vini varietali che prevedono l’affinamento in legno, dove rivela buone prospettive applicative, come evidenziato dall’esperienza di alcune aziende toscane.
Il vitigno è utilizzato per la produzione di vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nelle Regioni Marche, Toscana e Umbria.

bibliografia (9)
autori anno titolo rivista citazione
Breviglieri N., Casini E. 1964 Colorino Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste - Principali vitigni da vino coltivati in Italia - Volume III
De Astis, G. 1937 Rassegna e revisione dei vitigni coltivati in Toscana. Progresso Vinicolo di Firenze, XV. Firenze
Di Rovasenda G. 1877 Saggio di una ampelografia universale. Tipografia Subalpina, Torino.
Ducci E. D’Onofrio C., Fausto C., Ferroni G., Scalabrelli G. 2013 Comportamento di alcuni vitigni locali delle Colline Pisane. Atti IV CONAVI 2012, Asti.: pagg 6
Ducci E., Fausto C., D’Onofrio C., Ferroni G., Scalabrelli G. 2012 Comportamento di alcuni vitigni locali delle “Colline Pisane”. IV Convegno Nazionale di Viticoltura, CONAVI.TO 2012 Asti, 10-11-12 luglio 2012.
Fonseca A. 1884 La viticoltura nel Fiorentino Napoli, Tip. Ferrante
Gallesio G. 1839 Pomona italiana, ossia trattato degli alberi fruttiferi. Capurro N., Pisa, 1817-1839
Pisani P.L., Bandinelli R., Camussi A. 1997 Ricerche sul germoplasma viticolo della Toscana: I. Vitigni ad uva da colore. Quaderno ARSIA 9/97: 17. Firenze.
Trinci C. 1726 L'Agricoltore sperimentato, ovvero regole generali sopra l'agricoltura, coltivazione delle viti, degli alberi, ecc. Marescandoli, Lucca, 1726 - Venezia, 1778.
aggiornamento 11/06/2015 08:08:10 (9 anni fa)