Barsaglina: general information

general information managed by Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali (DiSAAA-a) - Università di Pisa
How to cite this source D’Onofrio C., Scalabrelli G., 2015. Barsaglina. In: Italian Vitis Database, www.vitisdb.it, ISSN 2282-006X
botanical information
name
Barsaglina
type of origin
spontanea
specie
Vitis vinifera
variety group
not available
genera
Vitis
subspecie
sativa
variety for
wine
code
IVD-var_12
registration
Registered in the National Catalogue
yes
code
22
Official name
BARSAGLINA N.
synonyms
official synonyms (1)
synonyms reported in the National Catalogue
  • Massaretta
released clones (1)
images
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  • petiol sinus
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  • berry
    berry
  • seed
    seed
Historical references

Con tutta probabilità è da considerarsi cultivar originaria della provincia di Massa Carrara, dove a tutt'oggi ha una discreta diffusione. La prima descrizione si trova nel Bollettino del Comizio Agrario di Massa del 1874 dove, tra l’altro, si indica come sinonimo utilizzato a Carrara il nome “Massaretta”. Ulteriore citazione è del Di Rovasenda (1877), mentre ampie notizie sono riportate da Marzotto (1925) con la descrizione ad opera della Commissione Ampelografica di Massa Carrara (Boll. Ampelografico, Fasc. XV, pag. 87). Inoltre Breviglieri e Casini (1964) la descrivono accuratamente.

distribution & variation

Diffusione

Il vitigno è iscritto al Registro Nazionale delle varietà di vite con il n. 22 ed è ammesso alla coltivazione per la produzione di vini DOP e IGP provenienti da uve raccolte nella regione Toscana. È iscritto al Registro Regionale delle Risorse Genetiche Autoctone della Toscana (Storchi et al., 2005). E’ poco diffuso e si trova oggigiorno coltivato nella provincia di Massa Carrara, anche se recentemente è stato inserito in vari vigneti sperimentali della Toscana, sporadicamente è tuttora ove oggetto di studio per una valorizzazione a livello commerciale.

La superficie coltivata si è andata riducendo notevolmente dal 1970 ad oggi, passando da oltre 84 ha a poco più di 5 ha.

 

 

Italia

Sup. (ha)

 

Sup Toscana 1990 (ha)

 

Sup Toscana 2000

1970

1187

 

DOC (ha)

Altri vini

Totale

1982

 

 

63,58

1,46

24,84

25,3

1990

150

 

 

 

 

 

2000

106

 

 

 

 

 

2010

 

 

 

 

 

 

 

Caratteristiche agronomiche

L’epoca di germogliamento è simile al Sangiovese, e nelle zone soggette a gelate tardive è soggetto a danni anche gravi. Anche le successive fasi di fioritura e invaiatura sono assimilabili a quelle del Sangiovese; l’invaiatura in media si verifica entro la prima decade di agosto. La maturazione invece è abbastanza precoce e precede il Sangiovese mediamente di 7-10 giorni. Il suo comportamento è però molto influenzato dall’ambiente e può variare in modo notevole passando dagli ambienti caldi a quelli più freschi. Il vitigno è caratterizzato da elevata vigoria e bassa fertilità delle gemme, con produzione costante. Non presenta particolari suscettibilità alle principali patologie della vite, ad esclusione dell’oidio verso il quale risulta particolarmente sensibile. Il peso dei grappoli e degli acini è contenuto, in particolare i grappoli appaiono meno compatti del Sangiovese. L’uva presenta buoni contenuti zuccherini ed elevate dotazioni fenoliche. Particolarmente elevati appaiono i valori degli antociani e dei polifenoli totali.

La selezione clonale condotta nella zona di origine ha portato recentemente alla proposta di omologazione di un clone.

 

technological use

Le uve vinificate in purezza producono un vino robusto di colore rosso rubino carico e intenso. All’olfatto è fresco con sentori vegetali. Il gusto è pieno, intenso, talvolta tannico. Ha fornito ottimi risultati organolettici nelle prove di vinificazione in purezza condotte in diverse aziende con vigneti sperimentali, nell’ambito dei progetti della piattaforma ampelografia e ARSIA. Vinificazioni di uve coltivate in ambienti sia della costa che dell’interno hanno dato buoni risultati organolettici. Si ritiene molto interessante da utilizzare in uvaggi per la sua intensità colorante e la sensazione di freschezza, ad esempio con Sangiovese. Nella zona di origine non è adeguatamente valorizzato, in quanto era vinificato con tecniche poco adatte alle sue caratteristiche, che possono provocare scompensi e difetti nel bouquet. Considerati i buoni risultati sperimentali se ne prevede comunque un maggiore impiego nei prossimi anni.

Entra a far parte dell’uvaggio della DOC “Colli di Luni” rosso, come vitigno complementare, e delle IGT “Toscano” rosso rosato (solo per la provincia di Massa Carrara) e “Val di Magra” rosso e rosato.

 

bibliographies (10)
authors year title journal citation
Bollettino del Comizio Agrario di Massa 1874 Saggio di sinonimia di alcune tra le migliori viti coltivate nei comuni di Massa-Carrara e Casola. Anno I, n. 5, pp. 113-116.
Breviglieri N., Casini E. 1964 Barsaglina. In Principali vitigni da vino coltivati in Italia. vol. III, Ministero Agricoltura e Foreste, Roma.
Calò A., Scienza A., Costacurta A. 2006 Vitigni d’Italia. Le varietà tradizionali per la produzione di vini moderni. Edagricole, Bologna.
Di Collalto G., Bandinelli R. 1997 Alcuni vitigni minori tradizionalmente coltivati in Toscana: principali caratteristiche descrittive. Quaderno ARSIA 6/97, Firenze.
Di Rovasenda G. 1877 Saggio di una ampelografia universale. Tipografia Subalpina, Torino.
ISTAT 2000 Censimento generale dell’Agricoltura -
ISTAT 1990 Censimento generale dell’Agricoltura -
Marzotto N. 1925 Uve da vino voll. I-II, Tipografia Commerciale, Vicenza.
Storchi P., Pieri M., Lorieri P.P. 2005 Barsaglina. Il germoplasma viticolo della Toscana vo1. Vitigni ad uva nera, ARSIA: 66-70.
UIV 2012 Il vino in cifre Il corriere vinicolo n.1/2, 16 Gennaio 2012.
updated at 2015-07-15 14:55:06 (5 years ago)